L’OBESITA’
E’ la componente, la più nota e normalmente riconoscibile mediante il “sintomo PESO”, della SINDROME METABOLICA, in cui sono presenti anche ipertensione arteriosa, diabete tipo 2, iperlipidemia. La sindorme metabolica è presupposto per incorrere nel rischio di una morte precoce da attacco vascolare acuto, cardiaco o cerebrale. Associare a questa condizione morbosa abitudini sbagliate, come il fumo di sigaretta, aumenta in modo esponenziale tale rischio. Ci sono altre patologie correlate con l’obesità, o che presentano un’incidenza più elevata quando si accompagnano a questa: sono, ad esempio, alcune patologie tumorali (tumore della mammella, della prostata o dell’intestino). La sindrome metabolica da sola è, comunque, condizione sufficiente per porre il problema obesità in primo piano nelle società occidentali.
Sull’eziologia dell’obesità si è scritto un numero incredibile di pagine, e non si è ancora giunti ad una conclusione definitiva. Possiamo affermare che la parte da conoscere è ancora preponderante rispetto alla parte conosciuta. Certamente la genetica gioca un ruolo fondamentale: tra i parenti di un obeso c’è sempre un altro obeso. Quasi sempre i genitori trasmettono il “gene dell’obesità” alla prima discendenza in modo crociato (padre/figlia, madre/figlio). Le condizioni ambientali sono poi conditio-sine–qua-non perché la condizione genetica possa manifestarsi: in buona sostanza, se non c’è cibo a disposizione non c’è obeso che diventi grasso.
La condizione manifesta dell’OBESITA’ è l’ ECCESSO PONDERALE, che funge da campanello d’allarme e segnala la necessità di accertamenti clinici.
LE FORME DELL’OBESITA’
L’ obesità grave si mostra sotto tre forme:
- A MELA: grasso talmente abbondante da essere distribuito dappertutto .
Il soggetto affetto non presenta un aspetto specifico, ma è tutto tondo, come una mela. È l’espressione ponderale più caratteristica della sindrome metabolica.
- A PERA: grasso localizzato prevalentemente sotto la cintura, colpisce prevalentemente le femmine (donna mediterranea), è detta anche obesità ginoide. Diventa sindrome metabolica solo a valori di peso molto elevati. E’ più un atteggiamento estetico che vera patologia.
- A GIGLIO INVERTITO o “androide”: grasso prevalentemente localizzato sul busto e dentro in addome. E’ tipico nei soggetti di sesso maschile ed è la forma più pericolosa anche in presenza di valori bassi di peso. E’ vera sindrome metabolica ed il rischio cardiovascolare è elevato. Generalmente i valori della pressione arteriosa sono alti , in particolare la minima, che spesso è anche resistente alla terapia farmacologica. Le femmine sono protette dagli ormoni femminili per quanto riguarda i rischi cardiaci, però rimangono meno longeve ed il rischio di ictus cerebrale risulta elevato.
Negli obesi la tiroide appare spesso irregolare, di forma ma non di funzione, forse perché frequente bersaglio di tentativi terapeutici farmacologici illeciti, a base di farmaci che agiscono sulla ghiandola, pensati per ottenere calo ponderale. Usati in passato e purtroppo ancora oggi, vengono pericolosamente celati come prodotti di erboristeria e/o prodotti galenici.
L’obesità legata a disturbi endocrini conosciuti (ipotiroidismo, ipersurrenalismo ecc) è clamorosamente identificabile nel disturbo endocrino di base (vedi ipotiroidismo, Cushing, s. gonadiche ecc).
Qui si parla di OBESITA’ ESSENZIALE, quella legata all’iperalimentazione.
INDAGINI CLINICHE
In sede di medicina di base, al fine di valutare le condizioni cliniche del paziente obeso è opportuno prescrivere le seguenti indagini:
* esami del sangue routinari
* ECG
* PAP (pressione arteriosa al polso)
* emoglobina glicata
* T3, T4, TSH
* EGDS (reflusso? Gastropatia dilatativa? Patologia peptica?)
* Holter cardiaco breve o HRV (Heart Rate Variability)
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